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Era un giorno come tanti altri
e quel giorno Lui passò.
Era un uomo come tutti gli altri
e passando mi chiamò.
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| 02/08/2009
- Route Estiva 2009 Nocera U. --Assisi
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Autore: Lorenzo M. |
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Lunedì 3 agosto 2009 Monte Alago-Valsorda (Monte Maggio)
Sveglia alle 5:30!!,Che sonno!!!!, in fretta e furia abbiamo dovuto fare colazione, aggiustarci gli zaini e smontare le tende.
Verso le 7:00 siamo partiti da Monte Alago e ci siamo incamminati verso Valsorda, che distava circa 20 km. Gli zaini iniziavano a pesarci, ma forse era ancora presto per parlare di vera stanchezza.
Le nostre aspettative erano delle migliori, ma più ci incamminavamo e meno lo credevamo.
Nonostante le frequenti soste fatte lungo il tragitto, la strada diventava più faticosa a causa delle ripide salite e delle impegnative discese.
Circa a metà strada, ci siamo fermati per pranzare, e che fame! (Frisa cu lu Cummitoru e spezie varie offerte da Jonathan).Dopo aver ripreso il cammino, abbiamo continuato per tre ore circa...
Eravamo quasi arrivati alla fine, mancavano poco meno di 5 Km, quando un forte temporale ci ha colto alla sprovvista e dovemmo rallentare il ritmo di marcia.
Dopo un altro chilometro, giunti di fronte al Monte Penna, in una vallata dove al centro c’era un traliccio per misurare la velocità del vento, il temporale è aumentato. Considerando l’altezza, eravamo all’interno delle nuvole cariche di pioggia, e per evitare il peggio, fulmini e saette attirate dal traliccio, abbiamo abbandonato il sentiero che stavamo seguendo, e siamo usciti dalla vallata spostandoci sulla sinistra per circa 500 metri, riuscendo a uscire dal temporale. Lì ci siamo fermati, e a causa del vento gelido, che non ci dava tregua, abbiamo dovuto cambiarci i vestiti fradici con quelli un po’ più asciutti..NON sapendo a cosa stessimo andando incontro, detto fra noi..., la paura iniziava a salirci, ma senza perdere la calma.............
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| 02/08/2008
- Route Estiva 2008Clan/Noviziato Don Tonino Bello
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Autore: Marco, Jonathan e Martina |
Destinatari: Tutti
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2Agosto2008 1° giorno
La “Route della Legge” del Clan “Don Tonino Bello” è iniziata non proprio nel migliore dei modi: l’orario di partenza è slittato di circa un’ora a causa delle dimenticanze di alcune persone, Martina e Marta sono dovute ritornare a casa per prendere la carta d’identità, al loro ritorno tutti si sono dati da fare per caricare il pullman e ci siamo messi in viaggio.
Tutto proseguiva alla grande fino a quando arrivati in autogrill Massimo “il grande capo” ha comunicato a tutti di come sarebbe stata la colazione: biscotti e latte “gentilmente” offerti dai capi che ci hanno fatto rimpiangere il cornetto che desideravamo da quando ci eravamo svegliati.
Ripreso il viaggio a pochi chilometri dalla destinazione ci siamo dovuti fermare nuovamente a causa del surriscaldamento dei freni per circa una mezz’oretta.
Risaliti nel pullman ci siamo imbottigliati nel traffico. mentre Francesca era presa dal panico per i “ponti più alti del mondo”, una fobia che ha manifestato per tutta la route, ma che si e’ affievolita con il passare dei giorni.
Arrivati in prossimità dell’ultimo ponte del fiume Lao, costruito da Mussolini, siamo scesi dal pulman ed e’ iniziata così la vera e propria Route, zaini in spalla camminando a ridosso della riva del fiume Lao.
Dopo poco tempo… pochissimo per la verità lo stomaco ci chiamava e abbiamo deciso di fermarci per pranzare.
Finiti i panini, siamo ripartiti e dopo un lungo tratto di percorso ci sono venuti in contro due ragazzi del posto,, in moto due scout.
Dopo averci dato alcune indicazioni ci siamo rimessi in marcia alla ricerca d’acqua poiché il caldo aveva reso imbevibile l’acqua delle nostre borracce.
Arrivati finalmente alla fonte ci siamo dissetati e qui Martina si e’ sentita poco bene, mal di stomaco, nausea e giramenti di testa.
Tutti hanno provveduto ad aiutarla, Simona “grande massaggiatrice” gli ha fatto un massaggio per rilassarla e Jonathan ha preso il suo zaino per il resto del viaggio. L’ultima parte del percorso e’ stata piuttosto frenetica poiché abbiamo camminato sotto una battente pioggia.
Indossato il poncho ci siamo mossi il più velocemente possibile fino a raggiungere il paese di Orsomarso, nel cui ingresso abbiamo trovato una piazzetta nella quale riposarci.
Giunti all’oratorio nel centro del paese sono iniziati i preparativi dello spettacolo teatrale previsto per la serata, realizzato da tutti noi ragazzi con l’aiuto particolare di Simona. Non c’è stato molto tempo,abbiamo avuto poche settimane e sinceramente la voglia era poca, ma tutto e’ andato per il meglio. Nonostante la poca gente, per lo più bambini siamo riusciti ad ottenere un buon risultato. A fine serata abbiamo fatto ascoltare agli spettatori la pizzica e Lorenzo Montinari, Marta, Mattia e Martina si sono divertiti a ballarla.
Ritornati in oratorio abbiamo cenato e ci siamo organizzati per la notte.Conclusa la verifica del giorno… possiamo finalmente riposare
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| 10/02/2008
- Veglione in Maschera Della Pentolaccia
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Autore: Clan/Noviziato Tuglie 1 |
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Gruppo Scout Tuglie 1
Il Noviziato/Clan, del Tuglie 1 , per domenica 10 febbraio 2008 presso l’oratorio don Bosco,alle ore 19:00 organizza:
Veglione in Maschera Della Pentolaccia
Con Canti, Balli, Musica dal vivo
Elezione della Mascherina più……..
Estrazione dei Due Biglietti Vincenti
Degustazione di leccornie varie
Tutti i gruppi della Lecce Jonica sono invitati a partecipare.
Per informazioni rivolgersi a Massimo Meli ai numeri: fisso 0833 596082
Cell. 3683085285 o tramite e-mail orthomax@tiscalinet.it
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| 25/11/2007
- E chiamale se vuoi emozioni
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Autore: Il cda del Cerchio dell’Arcobaleno |
Destinatari: Coccinelle e Lupetti
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Una bella mattinata di primavera cocci dopo aver conquistato tutti i suoi punti neri dovette partire alla scoperta di nuove avventure….
Proprio così amici miei, ma non una cocci ma ben cinque coccinelle del Cerchio dell’Arcobaleno di Tuglie, sono partite alla ricerca di nuove avventure verso il Reparto, sperando poi di riuscire un giorno a diventare Capi del Tuglie1.
I passaggi sono avvenuti a Nardò vicino al suo maestoso mare.
Tutti gli scout del Tuglie 1 erano felici di questi passaggi, ma in cuor loro erano tristi, perché dovevano lasciare dei ragazzi a cui volevano bene per intraprendere nuove strade.
Ma non erano solo le cinque coccinelle che uscivano dal Cerchio per intraprendere e affrontare nuove avventure, ma anche alcuni Esploratori e guide che passavano al Clan.
I passaggi sono stati un po’ dolorosi soprattutto per le ragazze che avevano le lacrime agli occhi, ma tutto questo è stato uno spettacolo meraviglioso per i capi perché vedevano i loro “figli” passare nei vari gruppo.
Alla fine, dopo che i passaggi si sono conclusi, c’è stato un momento di raccoglimento con tutti e tre i gruppi insieme per l’ultimo saluto prima dell’inizio del nuovo anno scout. Dopo il saluto generale, ogni ragazzo ha promesso al suo migliore amico che non lo avrebbero dimenticato mai, che non avrebbero dimenticato gli anni passati insieme e le esperienze condivise.
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| 30/06/2007
- challenge a Bitonto
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Il challenge è un evento unico nel corso della vita scout che vale la pena di essere vissuto e proposto per molte ragioni. Non ultima la possibilità di raccontarlo.” E allora perché no???????!!!!!!!!!
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| 21/01/2007
- Codice Davinci
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Autore: Antonella Miggiano novizia B.R/S |
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Durante la nostra route invernale, svoltasi nei giorni tra il 28 e il 30 dicembre 2006, abbiamo visitato due paesi: Ruggiano, frazione di Salve, e Tricase dove abbiamo svolto diverse attività, ma sia a Ruggiano, durante la riunione con il sacerdote, sia a Tricase, ospiti di Villa ‘Archi’, è sorto un dibattito. Ossia quali erano le nostre idee circa il best-seller ‘Il codice da Vinci’. Come molti sanno, recentemente, le nostre librerie sono state ‘invase’ dal libro dello scrittore americano Dan Brown e noi abbiamo approfittato della presenza del sacerdote per cercare di risolvere alcuni dubbi che avevamo al riguardo. La maggior parte di noi pensava, che il libro, essendo un romanzo, non avrebbe dovuto suscitare tanto interesse da parte della Chiesa che , se non fosse intervenuta o se comunque fosse rimasta un po’ più in disparte, avrebbe dato di certo meno importanza sia al libro sia allo stesso autore. Tutti infatti siamo convinti, che la fede è più forte di tutto il resto, magari può succedere che si abbia un momento di inquietudine dopo aver letto il romanzo, ma sicuramente il nostro Credo non sarebbe stato messo in dubbio. Per questi motivi abbiamo chiesto spiegazioni al sacerdote, il quale ha risolto la maggior parte dei nostri dubbi, dicendoci che quasi tutto ciò che è scritto nel romanzo deriva dai Vangeli apocrifi o da altri documenti non riconosciuti dalla Chiesa. Inoltre, egli stesso, ha chiarito che la Chiesa è stata quasi ‘costretta’ ad intervenire poiché , nella nostra società, molte persone si allontanano dalla Chiesa, oppure assumono un atteggiamento critico nei suoi confronti e temendo, che questo romanzo avrebbe portato ad un ulteriore allontanamento, è intervenuta.
Riteniamo, quindi, che il romanzo vada letto lasciandosi coinvolgere dalla trama, distinguendo la verità descritta nei Vangeli dalla storia romanzata.
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| 17/12/2006
- LA LUCE DELLA PACE
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Autore: Tiziana Patera branca L/C COCCINELLE |
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Una piccola luce partita da Betlemme è arrivata il 17 dicembre scorso a Tuglie. Anche quest’anno il gruppo scout Tuglie 1 ha voluto che il paese accogliesse la Luce della Pace, giunta per illuminare le nostre famiglie ed il nostro Natale.
Alcuni rappresentanti delle coccinelle, del reparto e del clan si sono recati presso la stazione di Lecce per accogliere la Luce in arrivo da Trieste.
È stata un’attesa vissuta intensamente, grazie alla partecipazione di numerosi gruppi scout della provincia ed alla presenza attiva dell’amministrazione comunale di Lecce pronta a dare il benvenuto alla piccola fiammella venuta da lontano per annunciare il suo messaggio di Pace ed Amore.
Nel pomeriggio la Luce di Betlemme è stata distribuita per le strade di Tuglie; l’evento ha avuto inizio in Piazza Garibaldi, dove, un grande cerchio formato dalle diverse associazioni coinvolte e dal vice parroco, ha vissuto un breve momento di preghiera e di canti, prima che ogni associazione accendesse la propria lanterna rossa, con la quale far giungere la Luce ovunque: nelle case, nei luoghi di ritrovo, nella sede del comune ed in ogni luogo ci fosse qualcuno pronto a ricevere questa fonte di pace.
Dopo aver diffuso la Luce, ci siamo ritrovati nella Chiesa Matrice dove è stata celebrata la SS. Messa, che ha coronato questo evento, suggellando quel clima di fraterno affetto e condivisione che una piccola fiammella ha avuto la grande forza di creare. Conclusasi la SS. Messa, una lanterna è stata posta in piazza ben protetta dalla costruzione di pali fatta dai ragazzi del reparto e custodita dai ragazzi del clan, che, garantendo il loro servizio, faranno in modo che la luce possa essere sempre alimentata e che possa così illuminare simbolicamente l’interno paese, irradiando ovunque il suo messaggio di comunione.
La sensazione che proviamo è che la Luce di Betlemme abbia avuto il potere di creare un unico grande cerchio d’Amore, di rispetto e di fratellanza, in cui ognuno ha avuto modo di stringere la mano dell’altro sapendo di avere come collante quella piccola fiammella che ha illuminato il cammino di tutti. L’augurio è che questo momento abbia donato ad ognuno di noi la forza di continuare a diffondere nel quotidiano la fiammella di speranza ed amicizia, in modo da crescere insieme respirando sempre questo clima di fiducia e solidarietà.
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| 29/11/2006
- La mia prima Route
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Autore: Solida Mattia novizio B.R/S |
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“A volte, vi sono sensazioni ed emozioni di cui si farebbe volentieri a meno, ma che mi costa provare?” queste le parole che si snodavano nella mia testa quando i Capi ci diedero la notizia che avremmo trascorso la giornata in una casa famiglia. Ma ogni passo che facevo per attraversare la strada abbandonando il treno che mi avrebbe riportato a casa, ogni metro in meno verso quella favolosa villa il mio pensiero rimuoveva il pregiudizio, quella paura del diverso che avevano preso possesso del mio cervello. Suonammo. Le espressioni di noi ragazzi parlavano chiaro: eravamo intimiditi; ma per fortuna c’erano con noi i Capi che ci davano sicurezza con i loro volti acclarati e tranquilli. Pochi secondi dopo eravamo circondati di gente molto accogliente, che aveva lo strano potere di “acchiappare” gli animi facendo sentire chiunque a proprio agio. L’ambiente era molto confortevole addobbato con ghirlande e festoni natalizi, un enorme albero e il presepe pieno di luci; quella bellissima villa vittoriana aveva proprio l’aria di una famiglia. Iniziarono le presentazioni: erano tutti veramente molto simpatici, rimasi di stucco quando vidi che erano contenti in quel contesto così strano per me e soprattutto molto laboriosi, si davano da fare in qualsiasi cosa potesse essere utile a loro, alla casa e a noi. Le simpaticissime educatrici ci dissero che di lì a poco sarebbero iniziati dei corsi e che noi avremmo partecipato con i ragazzi. Eravamo molto contenti di questo perché così avremmo rotto il ghiaccio che ancora ci separava, ci saremmo divertiti con loro e li avremmo conosciuti. Antonella, Andrew ed io stavamo in gruppo insieme: siamo usciti da Villa Archi con l’artista della casa Michele che ci ha accompagnati nei pressi della biblioteca di Tricase dove i ragazzi avevano organizzato una mostra di quadri realizzati da loro e dove esponevano anche dei graziosi oggettini di bigiotteria sempre concretizzati da loro con molta pignoleria. Il tempo passava lento anche perché nessuno oltrepassava quella porta e quei pochi che lo facevano si addentravano solo per la biblioteca senza neppure rivolgere il saluto. Questa è stata una cosa che a me ha dato veramente molto fastidio anche se dopo riflettendoci mi sono reso conto che io per primo sapendo di dover andare lì avevo dei pregiudizi. Quindi vorrei dire che questa società che dice di essere tanto aperta secondo me non lo è per niente e non lo sarà mai fino a quando non sparirà il pregiudizio. Poiché stavamo molto bene lì con tutti loro abbiamo deciso di trattenerci anche il pomeriggio e la notte e in questo modo abbiamo potuto approfondire l’amicizia con loro grazie anche al laboratorio pomeridiano di giornalismo dove abbiamo conosciuto una dolce e divertente reporter che la pensava esattamente come noi. Purtroppo l’indomani mattina abbiamo dovuto rifare le valigie e dopo aver scattato qualche foto con loro siamo stati costretti a malincuore a salutarli con la promessa che saremmo ritornati.
Solida Mattia
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